Andrea De Pasquale

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Ottobre-dicembre 2005 (4 interventi)

Intervento del 20 dicembre sul Bilancio di Previsione 2006


PRESIDENTE: Bene. Tocca al Consigliere De Pasquale.

CONSIGLIERE DE PASQUALE: Non è facile intervenire dopo un fiume di dati e di cose. Io cercherò di riaprire i canali di contatto con l’aula perché ho l’impressione che siamo un pochettino frastornati; usiamo questa parola. Quindi due premesse: la prima è che cercherò di attenermi a quanto abbiamo appena affermato. Il 5 dicembre abbiamo approvato un ordine del giorno sulla buona prassi per conciliare i tempi della politica, questo - secondo me – significa non fare interventi da 35 minuti; io cercherò di farlo da cinque! (Intervento fuori microfono non udibile)

PRESIDENTE: Ognuno fa gli interventi secondo la durata che ritiene opportuno. Ogni gruppo ha un suo plafond, per cui il gruppo decide… Lei, quindi, Consigliere De Pasquale, stia dentro al plafond del suo gruppo. Prego.

CONSIGLIERE DE PASQUALE: Posso dire che -  a mio giudizio - quanto ci siano detti in Consiglio si traduce in una capacità di sintesi che io auspico? E quindi fare un esempio sui trentacinque minuti e sui cinque? Quindi, dicevo, è un po’ difficile intervenire in questo momento, perché già anche il Vice Presidente che in questo momento presiede, mi ha ricordato che anche l’anno scorso presiedeva lei quando sono intervenuto io, e mi ricordo che fu severissimo, dopo sette minuti e trenta secondi a togliermi la parola, per cui… tra Giovanni Leporati ed il suo eloquio e il giusto rigore del Presidente Sabbioni… (Intervento fuori microfono non udibile)

PRESIDENTE: State perdendo tempo! Vi ricordo che ogni gruppo ha un suo plafond che rigorosamente sarà… No, ha capito! Vada avanti, Consigliere. Le tolgo quindici secondi, vada avanti!

CONSIGLIERE DE PASQUALE: Grazie, gentile! Propongo però che le spiegazioni - a me che non ho capito - che mi siano date dopo il mio intervento, non prima, perché sennò effettivamente io faccio fatica a riprendere il filo.

Quindi, dicevo, per provare anche a ritornare qui in Provincia di Bologna, perché abbiamo volato altissimo, io mi sento molto modesto, mi sembra di poter dire che questo dibattito viene alla fine del primo anno intero di mandato, e quindi si presta a qualche considerazione politica generale, al di là del tema tecnico del bilancio. Io farò queste considerazioni limitandomi alle materie seguo in maniera più diretta: quindi la viabilità, l’urbanistica, i trasporti – che tra l’altro attengono anche alla Commissione che ho l’onore di presiedere – ed anche all’ambiente cui questa materia è fortemente legata.

Sulla viabilità esprimo da subito un apprezzamento per l’assessorato condotto da Graziano Prantoni, in quanto mi sembra di poter dire che sia in Commissione, che in Consiglio, non si nega alle interpellanze e alle richieste di approfondimento. Il tema centrale che incrocia il bilancio e la viabilità, è la scarsità delle risorse; e lo abbiamo visto anche recentemente. Sembra che dopo il conferimento delle strade alle Province, noi ci troviamo - da questo punto di vista - a dover gestire un patrimonio stradale di 1.400 chilometri, con delle risorse che sono da cinque a sette volte inferiori a quelle che ANAS ha per chimoletro di strada gestita. Indubbiamente c’è questo problema oggettivo che viene parzialmente contrastato con la determinazione ad usare al meglio le risorse che ci sono, in questo senso però voglio esprimere un giudizio che si collega anche con l’atto appena approvato all’inizio di questo Consiglio, un giudizio positivo rispetto alla ricerca di strumenti innovativi di finanziamento, attraverso l’introduzione di canoni, attraverso attività economiche, che si avvantaggiano del traffico; tra cui anche i distributori ed i cartelloni pubblicitari. Perché in questo vedo applicato un principio di equità e di responsabilità, che porta a spostare i costi indotti da una certa situazione come il traffico, sui soggetti e sulle attività che di questa situazione beneficiano.

Venendo all’urbanistica, vorrei esprimere un giudizio positivo rispetto alla conclusione di un vicenda che durante quest’anno ha preoccupato molti ed ha preoccupato anche me; e parlo del rinnovamento all’interno del settore della pianificazione. Do un giudizio positivo di questa conclusione, migliore invece di come era il giudizio all’apertura di questo processo, che obiettivamente mi aveva dato alcune preoccupazioni. Oggi, invece, registro un clima positivo, un clima di fiducia, anche tra i lavoratori del settore, un clima che beneficia certamente anche del fatto che l’Assessore Venturi non trascura occasione per ribadire la centralità di questo ente nel ruolo di coordinamento dello sviluppo territoriale, e la centralità di quel documento che è il Piano Territoriale approvato nello scorso mandato come guida e traccia per questo sviluppo. Certamente bisogna - ma questo lo dice spesso l’Assessore e mi sembra determinazione di tutta la Giunta - passare dalla fase pianificatoria a quella attuativa o, in altre parole, dalla carta al territorio; soprattutto, dico io, anche per quello che riguarda le infrastrutture.

Sui trasporti faccio un rapido accenno, ma è inevitabile il tema dell’SFM che, pur non avendo grandi relazioni con il bilancio della Provincia perché noi non abbiamo competenze dirette a finanziarlo, però rappresenta il vero spartiacque del trasporto pubblico, ben prima della metotramvia e del people mover, la cui necessità o anche solo utilità, andrebbe misurata il giorno successivo alla piena attuazione dell’esercizio ferroviario metropolitano. Su questo tema credo che occorra una iniziativa straordinaria della nostra Amministrazione che, anche qui, può contare su un certo dinamismo dell’Assessore Venturi; so che ha quasi ingaggiato una gara con la nostra Commissione andando, anche lui, a toccare con mano alcuni disagi dei pendolari ottenendo, tra l’altro un plauso laddove noi come Commissione avevamo anche ottenuto qualche critica; ma va bene così, è una competizione positiva ad essere presenti sul territorio, a mettersi in gioco e a non negarsi alle difficoltà ai problemi della gente comune, dei nostri elettori e dei cittadini. Ma proprio queste risorse e queste energie, di Giunta e di Consiglio, credo che vadano ancora di più raccolte ed investite in una iniziativa straordinaria di pressione per l’attuazione ed il potenziamento del servizio ferroviario.

Venendo all’ambiente, è un tema particolarmente difficile, governato con determinazione da un Assessore che talvolta rischia di apparirci più tecnico che politico, concentrato, come lo vediamo, sul merito nudo e crudo delle questioni, e meno, a volte, sulle buone maniera della politica. Ma forse proprio di questo c’è bisogno, di svolgere, talvolta anche controcorrente, un compito che non è quello di compiacere colleghi politici o Amministrazioni confinanti, ma di dire la verità ai cittadini: sulla qualità dell’aria, che spinge a scelte impopolari sulla circolazione dei veicoli, ma necessitate dalla tutela della salute; sullo smaltimento dei rifiuti, che produciamo in quantità crescente e che non possiamo nascondere sotto il tappeto; sulla gestione dell’acqua, risorsa preziosa e limitata di cui cresce l’uso e talvolta l’abuso, e rispetto alla quale vanno imboccate con decisione strade nuove di tutela e di risparmio.

Si tratta di temi su cui la nostra Provincia è già attiva con risultati di eccellenza riconosciuti anche a livello nazionale ed europeo. Il giudizio, quindi, è decisamente positivo. Ma ancora non basta, dobbiamo essere capaci di fare di più per perseguire obiettivi fondamentali di difesa del patrimonio ambientale, di tutela del nostro territorio, di investimento sul nostro futuro e di chi verrà dopo di noi, ritengo che occorra reperire nuove risorse da investir e che in questa ottica non sia da escludere, per il futuro, la possibilità di agire – in qualche caso – anche sulle tariffe o su tasse di scopo, perché sono convinto che i nostri cittadini siano abbastanza maturi e consapevoli da saper riconoscere ed accettare sacrifici che servono a finanziare in modo tangibile investimenti sul futuro, sull’ambiente e sulle risorse naturali, a beneficio di chi verrà dopo di noi. Non possiamo più permetterci, infatti, di consumare in pochi decenni quello che la natura ha accumulato lungo i millenni, la consapevolezza che le risorse naturali sono limitate può passare anche attraverso il portafoglio; e non è uno scandalo!

Concludo qui perché mi accorgo che sto allungando rispetto ai tempi che mi ero imposto, dando un giudizio complessivamente positivo del lavoro di Giunta.

Vorrei, in particolare, fare un accenno alle politiche di pace che vengono spesso tirate in ballo dai nostri colleghi dell’Opposizione, come un qualcosa di etereo, di non concreto, un spreco di risorse. In realtà quelle poche volte – ammetto – che ho potuto seguire direttamente i lavori di questo gruppo che si è creato attraverso riunioni con la I Commissione, ho notato, invece, un grandissimo coinvolgimento dei territori, cioè di centinaia di piccole realtà associative che hanno trovato in questa iniziativa della Provincia la possibilità di mettersi insieme e di valorizzare una attività che già c’è e che non costa alla Provincia perché la fanno per i fatti loro, però che messa in rete e messa a conoscenza produce una massa critica veramente interessante. Io di questo credo di dover dare merito alla tenacia della Presidente che ha tirato dritto su questa strada e che credo le stia meritando, almeno in tanti ambienti attivi in tematiche di volontariato, di pace e di solidarietà, un certo consenso ed una certa gratitudine.

Mi fermerei qui, ringraziando voi tutti dell’attenzione, sperando di non averne abusato e ci vediamo domani.

PRESIDENTE: Grazie Consigliere De Pasquale; nove minuti e 27 secondi, quindi arrotondiamo a nove.

Intervento del 5 dicembre a presentazione di un Ordine del Giorno sul rafforzamento della lotta alla criminalità organizzata anche mediante la riassegnazione dei beni confiscati alla mafia e l'adesione della Provincia di Bologna all'associazione "Avviso Pubblico".


De Pasquale: Grazie della parola, lo presento molto rapidamente, anch’io felicemente mi incammino nell’auspicio dell’ordine del giorno che ci ha preceduto. Sintesi. Lo presento io perché il collega Zaniboni ha dovuto allontanarsi e sono contento di poterlo fare perché condivido fortemente questo ordine del giorno. Io lo do per letto da parte di vostra, però voglio sottolineare - soprattutto rivolgendomi anche alla Minoranza che mi è alle spalle e di fianco - che il testo è particolarmente equilibrato e sta molto attento a non accusare una volta tanto il Governo di particolari colpe.

Dice in sostanza, fa appello a tutti i parlamentari di tutte le parti politiche a vigilare affinché i risultati buoni ottenuti fino ad ora con la legge sulla confisca dei beni sottratti alle organizzazioni di malavita organizzata, la mafia in particolare, non venga dispersa con alcuni allentamenti che possono rendersi in parte necessari per profili diciamo di legalità e costituzionalità, ma che devono essere usati con molta cautela perché sappiamo bene che la mafia è un fenomeno che agisce in maniera obliqua, che ottiene il dominio negli affari soprattutto mediante il controllo delle persone.

Quindi, laddove il testo della modifica alla legge parla di possibilità di revisione delle confische, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un interesse giuridicamente riconosciuto, apre diciamo possibilità molto larghe che possono essere molto ben sfruttate da parte di queste organizzazioni per far sì che in sostanza quello che viene sequestrato oggi rientri nelle disponibilità della organizzazione malavitosa domani.

Quindi, ribadisco la grande attenzione e il grande equilibrio con cui è stato scritto questo testo, che mi pare mi pare di aver capito in altre sedi ha già ottenuto un plauso unanime. Chiudo con la convinzione che la criminalità organizzata si batte soprattutto sul piano economico, ne sono convinto, ne è convinto il mio partito, credo che ne siano convinte tutte le persone di buon senso perché le azioni militari e le azione giudiziarie che sono necessarie, non sono però sufficienti, bisogna che alle popolazioni che sono vittima di questo ricatto malavitoso sia dato il segno tangibile del fatto che lo Stato è più forte e che combatte proprio laddove le organizzazioni accumulano enormi patrimoni ed enormi capitali (il che significa poi dare da mangiare a migliaia di persone. Occorre invertire questa tendenza per trasferire in mano pubblica e con metodi trasparenti questi beni, per offrirli ad attività lecite, ad attività di interesse sociale che ridistribuiscano le ricchezze illegalmente accumulate a favore proprio della popolazione, perché si possa rimettere in moto un meccanismo virtuoso; l’unico che può effettivamente liberare le persone dal ricatto mafioso. Quindi, io faccio appello, oltre che ai miei colleghi di Maggioranza, anche ai colleghi di Minoranza, affinché meditino su questo testo perché possiamo avere un voto unanime in questo auspicio; perché poi è un invito aperto che fa questo testo, non dichiara una soluzione
particolare. Vi ringrazio dell’attenzione.

Intervento del 5 dicembre su un ordine del giorno (proposto da tutte le elette in Consiglio Provinciale) per una migliore conciliazione tra tempi dell'attività politica e impegni di vita delle donne.


CONS. DE PASQUALE:  Grazie Presidente.
Sarò molto rapido: per esprimere il mio apprezzamento a quest’ordine del giorno – e quindi anche per dichiarazione di voto – e per sottolineare alcuni aspetti che sono stati sfiorati dai due interventi che hanno a che fare con la selettività del personale politico.

Questo ordine del giorno mi trova d’accordo perché pone un problema di aprire l’attività politica a chi non può dedicarvisi full-time e dimenticando tutto il resto. Le donne sono in prima fila su questo, perché storicamente sono coloro le quali – e lo vedo anche nella mia vicenda familiare - sono in prima linea con i lavori di cura verso i figli ed anche verso gli anziani; questo è vero, è un dato di fatto. Però questo è vero in generale per le persone che vogliono approcciare alla politica senza recidere le relazioni e le collaborazioni e le attività con gli ambiti di vita; quindi, sia in senso familiare, che in senso – come diceva anche il collega che mi ha preceduto – professionale.

Quindi, voto favorevole ed apprezzamento, perché io ritengo davvero che la politica si arricchisca maggiormente se viene praticata anche da persone che fanno altro nella vita e non fanno solo politica. E, solo una nota finale alla Consigliera Zanotti: beh, non solo le donne, ma magari anche gli uomini, i padri, per esempio, se la politica venisse gestita, anche nel piccolo del nostro Ente, in maniera un po’ più efficiente e sintetica, avrebbero il vantaggio di poter frequentare di più la propria famiglia ed i propri figli, ed io mi iscrivo tra quelli che potranno godere di questo eventuale regime di maggiore sintesi e di maggiore attenzione agli altri impegni di vita. Vi ringrazio.

Intervento del 22 novembre sull'odg che chiede il rinvio della gara per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL)


Grazie Presidente e grazie colleghi. Io non sono, tecnicamente, un presentatore di questo ordine del giorno, per cui aspettavo se c’erano altri davanti a me. Lo approvo pienamente, sono anzi convinto che ci esprimiamo in questo senso e dunque ne approfitto per dare la posizione del mio partito ed anche per proporre una piccola integrazione al testo che ho già illustrato ad alcuni di voi. Io ritengo che questo ordine del giorno sia importante per i seguenti motivi: il trasporto pubblico, evidentemente, è uno strumento non soltanto per erogare un servizio dal punto di vista tecnico, ma anche per esercitare una politica territoriale e sociale. Noi sappiamo molto bene che le linee di trasporto pubblico rispondono non solo a delle logiche di redditività; anzi, purtroppo, pur avendo a Bologna degli ottimi risultati come redditività perché siamo intorno al 35% con ATC – come ci hanno spiegato in Commissione i Dirigenti che sono venuti – però sappiamo molto bene che in realtà, gran parte dei costi sono a carico della Pubblica Amministrazione.

Perché questo? Perché evidentemente l’importanza strategica del trasporto pubblico è tale per cui la politica, e quindi le Pubbliche Amministrazione, non possono disinteressarsene. Ecco quindi i motivi della mia condivisione con questo ordine del giorno, che in sostanza chiede di fare un po’ di chiarezza rispetto ai mutamenti normativi che sono avvenuti e quindi chiede di rinviare i termini della gara di affidamento del trasporto pubblico, per i motivi argomentati già nel testo. Vi sono condizioni che vedrebbero la nostra azienda ATC in condizioni di svantaggio rispetto ad altri concorrenti che non hanno seguito alcune indicazioni normative che poi si sono rivelate, in realtà, non vincolanti.

Aggiungo però una osservazione, che è politica ed è mia e spero venga condivisa. Rispetto, in generale, al contributo del privato nella erogazione dei servizi di pubblico interesse. Il contributo del privato, ritengo sia utile laddove genera economie di gestione dell’erogazione di servizi individuati e definiti dalle Pubbliche Amministrazioni. Non credo che sia utile il contributo del privato laddove invece decide, se e dove erogare i servizi. Pertanto sono convinto che la strategia di erogazione dei servizi, e in questo caso, quindi, la pianificazione dei trasporti, sia materia su cui l’Amministrazione, e quindi la politica, e quindi noi, non possiamo sottrarci. In questo senso, quindi, spero che questo ordine del giorno ottenga il più ampio consenso in questa aula. Aggiungo che propongo, come integrazione, una brevissima frase che riconduca il tema del trasporto pubblico su gomma avvicinandolo a quello sul ferro, perché tante volte in quest’aula ce lo siamo detti, tante volte l’Assessore ha espresso questo concetto sia in atti ufficiali che in interviste e in opinioni sui giornali - quindi credo di dire una cosa condivisa - ma credo che sia il caso di battere su questo chiodo ogni volta che si può, perché è bene che tutti quanti sappiamo – e quante volte l’ho sentito dire anche nella IV Commissione - che finché abbiamo gli autobus in concorrenza con i treni, non riusciremo a dare un buon servizio di trasporto alternativo al mezzo privato.
La mia proposta, quindi, è nel secondo capoverso di “invita la Giunta”, là dove si dice “tutto ciò premesso, il Consiglio Provinciale di Bologna invita il Presidente e la Giunta a farsi promotore di azioni efficaci nei confronti della Regione Emilia Romagna affinché siano apportate le necessarie modifiche alla legge regionale n.30/98 come modificata dalla legge n.8/2003, per superare l’obbligo di scorporo e per consentire, di conseguenza, una rimodulazione delle scadenze previste”, propongo di aggiungere, in questo punto, le seguenti parole: “anche allo scopo di favorire, in prospettiva, una gestione più integrata tra trasporto su gomma e su ferro”.

Ascolto volentieri se ci sono - come mi venivano proposte - modifiche di spostamento, convinto che questa Giunta vada in coerenza con quanto in Commissione e in Consiglio ci siamo sempre detti e quindi non sia una particolare novità ma semplicemente vada a ribadire un concetto che credo dobbiamo tirare fuori il più possibile nei confronti dei nostri enti sovra-ordinati.

Vi ringrazio.

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