Andrea De Pasquale

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Aggiornamenti maggio 2008

Rendiconto attivita' maggio 2008

Bologna,29 maggio 2008

Cari amici,

rieccomi al rendiconto sull'attività svolta in Provincia, stavolta nel mese di maggio. Rammento che per essere eliminati da questa lista basta farlo presente con una mail, mentre chiedo a quanti cambiano indirizzo - e desiderano continuare a ricevere questi aggiornamenti - di segnalarmi il nuovo.

Come al solito citerò sommariamente i temi, rinviando al mio sito ( www.andreadepasquale.it ) per i dettagli. Sempre al sito rinvio per il mio intervento all'assemblea del Partito Democratico dello scorso 24 maggio, che in diversi mi avete chiesto: la trovate richiamata in Home Page e alla voce di menù "come la penso su".

Quattro anche questa volta gli argomenti principali:

1) MOBILITA': PIANO APPROVATO, CANTIERI APERTI.
2) SERVIZIO FERROVIARIO METROPOLITANO: A CHE PUNTO SIAMO?
3) CRONACHE DAL PD: TRA ALLEANZE E CANDIDATURE...
4) SINDACALISMO CASTALE AL S. ORSOLA: VOGLIAMO I NOMI.

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1) MOBILITA': PIANO APPROVATO, CANTIERI APERTI.

L'atto di Consiglio più rilevante di questo mese è certamente l'approvazione del Piano della Mobilità Provinciale (PMP) nella seduta del 6 maggio. Segnalo in proposito il mio intervento, nel quale difendo un piano che in sostanza dice: costruiamo nuove infrastrutture stradali, ma utilizziamole anche per finanziare il trasporto sostenibile, quello su ferro. Al momento del voto, la sinistra radicale deciderà di astenersi, aprendo così una fase di tensione durata alcuni giorni.

Nella IV Commissione del 16 maggio siamo andati in visita ai cantieri dell'asse Lungosavena, che nel tratto di competenza della provincia (ovvero laddove corre parallela alla San Donato, per circa 7 km in comune di Granarolo) è già a buon punto, tanto da far pensare ad una inaugurazione nella primavera 2009. Peccato che pare manchi ancora il progetto (e il finanziamento) del tratto, di competenza del Comune di Bologna, di collegamento con il pezzo di Lungosavena già realizzato verso sud (dall'Ipercoop al Bellaria)... Per maggiori dettagli, andate sul mio sito in Attività della IV Commissione - maggio 2008 - seduta del 16 maggio.

2) SERVIZIO FERROVIARIO METROPOLITANO: A CHE PUNTO SIAMO?

Nella IV Commissione del 9 maggio
, riunita in seduta congiunta con l'omologa Commissione del Comune di Bologna, abbiamo finalmente fatto il punto sullo stato di avanzamento del Servizio Ferroviario Metropolitano. Segnalo in proposito il fatto che i primi benefici dell'accordo del giugno 2007 dovrebbero farsi sentire già dall'orario del prossimo dicembre, con un cadenzamento più frequente dei treni locali su diverse linee metropolitane, e la sensazione che, a livello di conoscenza (del progetto, degli accordi, dei problemi) e di "spinta politica", sul tema SFM il Comune sia più distratto,  evasivo e rinunciatario della Provincia.

3) CRONACHE DAL PD: TRA ALLEANZE E CANDIDATURE...

Gli ultimi eventi interni al PD possono oggi più chiaramente venire letti alla luce della notizia del giorno: il Sindaco Cofferati scioglie la riserva e si dichiara disponibile a correre per un secondo mandato.

Personalmente dico: era ora. Lo stato di incertezza e sospensione in cui ci eravamo venuti a trovare era sinceramente imbarazzante, come ho avuto modo di dire pubblicamente, nel mio intervento all'assemblea del 24 maggio.

Da quell'assemblea è venuta la richiesta al sindaco di ricandidarsi, ma anche un segnale chiaro di perplessità sullo "stile Cofferati" e sulla linea che nelle ultime settimane il sindaco ha cercato di imporre al partito. Il documento finale approvato infatti non indica come strategia per il 2009 la ricandidatura solitaria del sindaco uscente (secondo i desideri di alcuni suoi troppo zelanti tifosi), ma indica al contrario la strada delle primarie; analogamente rispetto alle alleanze, non dice che il PD andrà "da solo ovunque", ma che sarà aperto ad alleanze di governo, ovvero che condividono chiaramente e senza ambiguità il programma. Personalmente, essendomi speso per entrambi gli obiettivi, non posso che prenderne atto con soddisfazione.

Due parole sulla "strategia dell'autosufficienza", che mi pare un errore innanzitutto sul piano simbolico e comunicativo, prima ancora che tattico, perché proietta un'immagine supponente e antipatica di chi la propone. Intendiamoci: sono stato il primo a criticare (vedi il mio articolo del dicembre 2004) l'interpretazione particolarmente libera (e talvolta poco responsabile) che i nostri alleati di sinistra hanno talvolta dato allo stare in una maggioranza; e in comune, dove si è arrivati alla rottura tra PD e Sinistra Radicale su provvedimenti concreti, non ho avuto dubbi a sostenere la posizione del mio partito. Ma laddove si è governato - e si sta governando - insieme, con risultati quantomeno non inferiori a quelli ottenuti laddove si sta praticando l'autosufficienza, esportare la rottura al solo scopo di allinearsi al sindaco, con la sua spiccata vocazione al conflitto e alle bacchettate (agli avversari, agli alleati, alle altre istituzioni territoriali, alle imprese, ecc...), mi parrebbe proprio una sciocchezza.

Riguardo a Cofferati, restano i dubbi sulla sua predilezione per temi politici nazionali piuttosto che per l'amministrazione locale, e su un'approccio relazionale che in questi 4 anni non ha aiutato a stabilire rapporti collaborativi e ad accelerare le decisioni e le soluzioni ai problemi di Bologna. Su questo aspetto credo occorra una riflessione autocritica aperta e sincera. Mi pare ne siano consapevoli anche i sostenitori della ricandidatura di Cofferati, che nel documento presentato il 24 in assemblea affermano:

“il nostro impegno prioritario oggi deve essere quello di rilanciare un dialogo aperto e franco con i cittadini (...) Il nostro compito e quello del Sindaco, cui chiediamo di essere molto presente sul territorio nei prossimi mesi, sarà quello di rendere conto delle scelte fatte, ascoltare le critiche che ci verranno mosse ed interpretare i nuovi bisogni della città.

Mi sembra un proposito condivisibile, e realizzabile al meglio con primarie vere, senza troppi sbarramenti all'ingresso: a questo scopo, sarebbe un bel segnale l'abbassamento della soglia del 15% degli iscritti, e del 30% dei delegati come limite minimo per presentare una candidatura alternativa. Al contrario, credo che la linea della continuità fine a sé stessa ("10 anni, 10 anni..."), senza autocritiche, senza verifiche, senza ascolto della città e delle sue delusioni, per stringersi plaudenti intorno all'uomo solo al comando, sia una pericolosa illusione, capace di mettere a repentaglio il risultato elettorale.

Abbiamo già visto come i "diritti di successione" e gli "eredi naturali" possano venire duramente smentiti dall'elettorato. E lo ha chiaro anche Walter Veltroni, che in una recente relazione (al Coordinamento Nazionale del PD, a Roma il 15 maggio 2008) afferma: "Dobbiamo evitare di ricadere nella presunzione di essere noi dirigenti a scegliere le persone giuste. (...) Può essere che in alcuni casi le primarie creino qualche complicazione ai nostri equilibri interni, alle legittime aspettative di carriera di questo o quel bravo dirigente. Ma più spesso ci aiutano a non fare errori. A non perdere il polso dell’opinione pubblica, a rimotivare gli elettori sfiduciati, a favorire il ricambio". Detto diversamente: non illudiamoci che il 49% ottenuto dal PD a Bologna alle politiche 2008 transiti direttamente sul voto amministrativo del 2009: a parte il ritorno a casa dei "voti utili", il disincanto verso l'amministrazione è molto forte in città.

4) SINDACALISMO CASTALE AL S. ORSOLA: CHIEDIAMO I NOMI.

Concludo con una vicenda che mi ha colpito, innanzitutto come cittadino.

Il 15 maggio leggo sui giornali locali una incredibile presa di posizione dei sindacati dei dirigenti medici del S. Orsola contro il licenziamento del collega Giuseppe Corrado, primario di urologia e responsabile della manomissione della cartella clinica della signora Daniela Lanzoni, morta in ospedale in seguito ad una serie di errori medici (scambio di lastre, mancata somministrazione di farmaci anticoagulanti, ecc.) alcuni mesi fa qui a Bologna.
 
Ho pensato ad una forzatura giornalistica e mi sono procurato il comunicato originale. Che invece purtroppo si conferma non solo inaccettabile, ma anche allarmante per i cittadini, potenziali pazienti di reparti diretti dagli estensori di quel documento.
 
In perfetto stile sindacalese (laddove invoca la "restaurazione del rigoroso rispetto della contrattualistica collettiva e di quanto congiuntamente convenuto dalle rappresentanze negoziali e sindacali..."), il testo, sottoscritto da 86 dirigenti medici, bolla come "discriminatorio e antisindacale" l'atteggiamento dell'azienda, che ha licenziato il dott. Corrado a valle di una indagine interna che ha accertato non solo la sua responsabilità diretta nella manipolazione della cartella della signora Lanzoni (sulla quale, dopo il suo decesso, sono state annotate in modo posticcio la prescrizione e la somministrazione di un farmaco, in realtà mai avvenute), ma anche nell'intimidazione del personale infermieristico, diffidato dal rivelare la verità.

Dopo aver sostenuto che l'azienda sanitaria avrebbe dovuto decidere "solo dopo che la Magistratura - inquirente e giudicante - avesse terminato il proprio compito e la verità processuale, raggiunta da un giudicato definitivo di colpevolezza... attraverso quelle guarentigie ordinamentali e costituzionali assicurate dal contraddittorio e dai vari gradi procedimentali esperibili e percorribili", il comunicato anticipa, come azione di rivalsa, la richiesta da parte dei dirigenti del pagamento di 200.000 ore di straordinario, che "non saranno graziosamente regalate all'azienda".
 
Sulla morte della signora Lanzoni, sulla falsificazione dei suoi documenti clinici, sulle minacce al personale ospedaliero: nulla, nemmeno una parola.
 
Da questo comunicato, esemplare di una mentalità "sindacal-castale" diffusa evidentemente anche nei corridoi della sanità, emergono 3 messaggi, tutti inaccettabili: che tra i diritti di un medico c'è quello di falsificare una cartella clinica e minacciare i colleghi che non volessero stare al gioco; che un'azienda non può licenziare un suo dipendente, magari colto a rubare, se non dopo l'esito di tutti i gradi di processo (circa una quindicina d'anni); che rivendicare gli straordinari (a proposito: nelle aziende private, la qualifica dirigenziale esclude il riconoscimento di straordinari: ma forse qui è diverso...) è più importante, per dei dirigenti medici, che chiedersi come sia stato possibile aver causato la morte di una paziente. Come cittadino e come amministratore domando: quanti medici si riconoscono in questa linea? Quale fiducia possono avere i cittadini in una categoria, quella dei medici, che si lascia rappresentare in questo modo?
 
Alle sigle ANAAO-ASSOMED e CIMO-ASMD (il comunicato non è infatti firmato con nomi e cognomi, ma solo da sigle), che si sono dispiaciute per "il silenzio delle istituzioni amministrative comunali, provinciali e regionali", desidero togliere almeno questo dispiacere: mi associo agli assessori alla salute (comunali, provinciali e regionali) che hanno definito non solo legittimo, ma anche doveroso il licenziamento in oggetto (dovuto - lo ricordo - non all'errore medico, ma al comportamento successivo, doloso e manipolatorio). E vado oltre, chiedendo formalmente e pubblicamente ai sindacati suddetti di dire (a noi amministratori, a noi cittadini, a noi potenziali pazienti) nomi e cognomi degli 86 camici bianchi che hanno condiviso quel comunicato. Ci serviranno, quei nomi e cognomi, per cautelarci il giorno in cui dovessimo entrare al Sant'Orsola, per noi stessi o per qualche parente o amico a cui vogliamo bene.

Un caro saluto a tutti, ci sentiamo il mese prossimo.

Andrea De Pasquale
Consigliere provinciale del Partito Democratico
presidente della IV Commissione "Pianificazione, Trasporti, Viabilità"
Provincia di Bologna
www.andreadepasquale.it

 

Per contattarmi: scrivi@andreadepasquale.it - Per ricevere il mio rendiconto mensile: aggiornamenti@andreadepasquale.it
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